Le 6 cose da sapere su Carmen Amaya prima di venire al Tablao de Carmen

Il Tablao de Carmen, sito nella zona del Poble Espanyol di Barcellona, offre il flamenco più autentico, quello che può solo provenire dall’eredità di un’artista catalana incomparabile, ovvero la ballerina e cantante gitana Carmen Amaya. Anche se molti aspetti della sua vita sono avvolti nel mistero, la biografia di Carmen Amaya è piena di sfaccettature e sfumature affascinanti, fondamentali per conoscere e comprendere il suo impatto nella cultura spagnola.

1. Carmen, “la signora del Somorrostro”

Di genitori gitani e di umile origine, Carmen Amaya cresce nella zona del Somorrostro, un quartiere formato principalmente di baracche, nella zona periferica di Barcellona, oggi scomparso, ma allora situato tra una linea ferroviaria ed il mare. La sua rilevanza nella storia di Barcellona è narrata nel libro “Somorrostro, mirades literàries” di Enric H. March. La data di nascita di Carmen Amaya maggiormente condivisa tra gli storici è il 2 novembre 1918, anche se, per molti anni, nessuno ne era a conoscenza.

2. Carmen, la bambina ballerina che imparò dal mare

“La mia vita e la mia arte sono nate dal mare. La mia prima idea del movimento, e dunque della danza, sono scaturite dal ritmo delle onde”. Pochi sanno che Carmen fu autodidatta e il suo talento divenne evidente fin da quando aveva quattro anni. Suo padre, chitarrista flamenco conosciuto come il “Chino”, la faceva ballare per lunghe ore mentre la guidava e correggeva. Carmen sviluppò il suo stile, ballando a tutte le ore sulla sabbia della spiaggia di Somorrostro, accompagnando poi suo padre nei bar e nelle taverne per guadagnare qualche spiccolo. Lentamente iniziarono ad arrivare contratti e spettacoli nei teatri locali e con essi, la fama.

3. Carmen, la piccola che ha incantato il Re di Spagna

A soli undici anni, nel 1929, Carmen e la sua gente, sii esibirono in onore del Re Alfonso XIII, in occasione dell’inaugurazione del Poble Espanyol. “I responsabili del protocollo della Casa Reale chiesero a Carmen di rivolgersi al monarca come “Maestà”. Non appena il capo di Stato apparve, la bailaora si fece avanti e disse ad alta voce: “Va por usté, zeñó rey”… Da quel giorno, l’amicizia tra il re, poi detronizzato, e la regina della danza fu indissolubile… “3 , secondo la rivista El Mundo nel suo articolo “Los recuerdos ocultos de Carmen Amaya” (“I ricordi nascosti di Carmen Amaya”). Mezzo secolo più tardi, nello stesso luogo, viene fondato il Tablao de Carmen, in omaggio alla grande ballerina di flamenco.

4. Carmen, la celebrità internazionale

Carmen conquistò presto il cuore dell’Europa, dopo essersi esibita in tutta la Spagna e diverse volte a Parigi. Nel 1936, con l’inizio della guerra civile spagnola, la compagnia degli Amaya lascia la Spagna per il Portogallo, come si narra nella “Biografia di Carmen Amaya, celebre ballerina di flamenco a Barcellona”. Questa fu l’occasione per farsi strada in America: lì trascorse undici anni in tour, conquistando grandi teatri degli Stati Uniti, dell’Argentina, dell’Uruguay, della Bolivia, del Brasile e del Messico. Fu lì che girò molti film, registrò molti dischi e conquistò persino il Presidente Roosevelt, esibendosi alla Casa Bianca.

5. Carmen, la sposa in incognito

Una mattina qualsiasi a Barcellona, Carmen sposa Juan Antonio Agüero, un “tocaor” membro della sua compagnia, circondata solo da amici intimi. Non fu organizzata alcuna festa successiva né una luna di miele: poche ore dopo la cerimonia entrambi erano già sul palco. Carmen morì nel 1963. Juan Antonio Agüero, ormai vedovo, si sposò 5 anni dopo con la fondatrice del Tablao de Carmen.

6. Carmen, quella che se ne andò con il mare

Nel 1963, Carmen Amaya partecipa come protagonista nel film spagnolo “Los Tarantos”, girato nella sua amata città natale, specificamente nei quartieri composti di baracche del Somorrostro e del Montjuich. Tuttavia, il freddo estremo a cui fu esposta durante le riprese, aggravarono il suo già compromesso stato di salute, a causa di una insufficienza renale. Non riuscì a vedere il film finito. Durante il tour di quell’estate, durante uno spettacolo a Gandía, disse a Bautista, il suo chitarrista, a metà dello spettacolo e assediata dal dolore: ‘Andrés, abbiamo finito”.. Trascorse gli ultimi giorni nella sua casa di Begur, una tipica abitazione colonica catalana, di fronte allo stesso Mediterraneo le cui onde, come lei stessa diceva, l’avevano portata a ballare. La ballerina morì il 19 novembre 1963.

Riferimenti:

  1. Somorrostro. Mirades literàries. Enric H. March
  2. La playa che fu Carmen Amaya. Storie del pizzico. Di Esteban Ordóñez. CTXT, Rivista Contexto. N. 106. 1º de marzo de 2017.
  3. I ricordi nascosti di Carmen Amaya. elmundo.es Magazine. Nº 347. Domenica 21 maggio 2006.
  4. Biografia di Carmen Amaya, celebre ballerina di flamenco a Barcellona. www.purefamencobarcelona.com
  5. Carmen Amaya, a tutto colore.‘Dominical’ in un reportage sul nuovo corso del Tablao de Carmen. Di Núria Martorell (El Periódico, edizione globale) Venerdì 18/03/2016.
  6. Santander, Cantabria. Rivista Adiós Cultural. http://www.revistaadios.es